Il fatto che una violazione del diritto alla libertà di espressione non sia così evidente è anche dovuto al fatto che non è facile porre freno a questo tipo di libertà, e l'iniziativa Raiperunanotte ne è stata la prova. Essa si manifesterà ugualmente, e tanto più sarà soffocata, tanto più cercherà di scatenarsi. E' una delle particolarità che rende unica la libertà di espressione e diversa da tutte le altre libertà. Ma questo non deve giustificare il continuo ricorso a soluzioni miranti il controllo dell'informazione, il bavaglio della critica, l'occultamento dei fatti scomodi. Non deve giustificare cioè l'annientamento di una delle conquiste più importanti ottenute dall'uomo all'indomani della Rivoluzione francese: la formazione di una vera opinione pubblica.
Una vera opinione pubblica informata sui fatti è indice di una autentica democrazia, e una autentica democrazia non impedisce la sua gente di formarsi una opinione, e permettere di esercitare il diritto di critica. Ciò che spaventa i regnanti è proprio questo, l'avanzare della criticità, in grado di spodestare la casta dal trono. In una democrazia elettiva la critica, le proteste, il libero pensiero rappresentano le angosce dei governanti, non perchè temono di non riuscire a rispettare a dovere il compito a loro affidatogli, anzi ciò sarebbe segno di grande maturazione della democrazia di un Paese, ma perchè mettono seriamente in pericolo il mantenimento della carica che ricoprono alla quale sono morbosamente attaccati. O perchè la perdita di tale carica significhere prendere la via della galera, poichè la legge soprattutto colpisce chi non è in grado di modificarsi le leggi o chi non gode delle varie prerogative parlamentari.
Come si influisce quindi sull'opinione pubblica, oltre a imbavagliare la critica e l'informazione?
Semplice: con la propaganda. Promesse, slogan populisti, sbandieramento di numeri e cifre a sostegno del governo, monopolio d'immagine consentono non solo di influire notevolmente sull'opinione pubblica, ma anche di creare quel culto del capo e quell'adorazione della persona, quell' "amore" insomma che viene riversato in forma di odio dell'avversario, o meglio di chiunque osi criticare il potente di turno. E' il meccanismo delle dittature, ma non preoccupatevi: come ha detto Masi (il direttore generale della Rai), queste cose non avvengono nemmeno nello Zimbawe... quindi figuriamoci da noi!
Nessun commento:
Posta un commento