mercoledì 9 dicembre 2009

Io ho un'arma

Negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi tempi, si sta verificando l'avanzata di una popolo armato, più deciso e combattivo che mai. Un popolo che intende scrollarsi di dosso le macerie della politica italiana e rivendica il suo ruolo di soggetto e non di oggetto delle decisioni pubbliche. Ignorato e talvolta stigmatizzato dai media tradizionali, ha trovato nella Rete la sua arma principale. L'arma che potrà renderlo invincibile. L'arma che potrà permettergli di amplificare il diritto di opinione, ciò che più teme la casta politica.

Grazie ai blog, ai social network, a piattaforme come youtube, tutti i cittadini sono e saranno sempre più in grado di esprimersi riguardo a particolari notizie in maniera larga e diffusa. Il cittadino diventerà così parte attiva ed operativa della società e del dibattito politico. Potrà non solo ricevere, ma anche dare. Potrà non solo subire l'informazione contraffatta dei media tradizionali, ma anche rispedirla al mittente. La comunicazione non sarà più intesa in modo unilaterale. La Rete è divenuta ormai l'ultima frontiera dell'informazione.
In principio fu la radio. Poi la televisione divenne la sua evoluzione, aggiungendo al sonoro anche il potente effetto delle immagini. Ora tocca ad Internet. Oltre a ricevere i contenuti multimediali, possiamo anche darli. Oltre a conoscere le notizie possiamo anche commentarle. Oltre a credere alle notizie possiamo anche smentirle. E così si crea una corretta informazione. La quale è alla base di una corretta conoscenza.

Il "Popolo viola" è un esempio lampante di gente armata di opinioni che lotta per sottrare la politica ad una casta precostituita e sorda agli interessi della gente, e che lotta per una corretta e seria informazione che tenga al corrente tutti i cittadini degli oscuri meccanismi di questa politica, e che li stimoli ad un sano e genuino interesse nel dibattito politico.
Il "Popolo viola" è il prodotto di una giusta informazione e di una coscienza critica.

La Rete è in grado non solo di fornire corretta informazione, ma anche di generare dibattiti intellettuali e culturali e di risvegliare il carattere creativo e propositivo del cittadino, assopito dopo anni di dominio televisivo. Ma è anche in grado di formare la coscienza critica, intesa come caratteristica fondamentale di un libero cittadino. Basta con la politica "di mestiere", distinta e separata dalle esigenze della società e fine solo agli interessi dei "soliti". Dei soliti politici da anni e dei soliti partiti che cambiano la sigla ma non la sostanza. Basta anche con il governo dei partiti, i quali si ergono a portatori di volontà popolari, ma al loro interno si trattano e si concludono gli affari dei potenti di turno. La società civile deve riuscire a riappropiarsi della politica.
E' bene non fare della politica un interesse di pochi.

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