ema di discussione, una preoccupazione, per alcuni un pericolo, che i tradizionali mezzi di informazione non trattano, non riferiscono, di cui preferiscono non parlare. E' l'ascesa dell'operatore privato nelle istituzioni, nella società. Con ascesa in questo caso si definisce una nuova fiducia che i governanti intendono affidare ai privati, nel risolvere carenze di efficienza e di qualità nei servizi da destinare al pubblico. Ed è così che si sta parlando di privatizzazione dell'acqua, e di (celata, in questo caso, per via della pericolosità dell'intento) privatizzazione del sapere con la riforma dell'Università. Come se i privati fossero la cura a tutti mali, ma è chiaro anche a chi sostiene i benefici di tale cura che la guarigione attraverso essa è lontana, e gli intenti sono ben altri.Che i servizi pubblici soffrano di carenze importanti, questo è assodato, infatti i problemi delle Università sono ben noti e gli stessi manifestanti protestano contro la riforma non certo per un mantenimento dello status quo, ma contro una politica che di certo non migliora la situazione del sistema universitario.
Anche per quanto riguarda il servizio di trasporto su ferrovia ci sono rilevanti carenze e disservizi, ma in questo caso la "Trenitalia" non è più una società completamente pubblica, ma vi sono le partecipazioni dei privati. Eppure poco sembra cambiato.
Ancora più irragionevole sembra essere il dl Ronchi sulla privatizzazione della gestione e della distribuzione dell'acqua. Mascherata come un obbligo comunitario, si è voluta affidare la gestione delle reti idriche, e quindi della proprietà di fatto dell'acqua, ad aziende private che saranno libere di imporre i prezzi. Il fatto che la proposta sia rientrata nel decreto legge "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari", sembra essere in controtendenza con quanto sta avvenendo invece a Parigi, e cioè la ripubblicizzazione dell'acqua, forse perchè la città si è ritrovata strangolata dai pesanti rincari dell'oro blu. Ciò è quanto è avvenuto anche nel comune di Latina, dove si è passati ad un regime privato dell'acqua già da diversi mesi e dove si sono registrati rincari di circa il 300%. Contro nessun miglioramento di efficienza nel servizio. Allora sarebbe utile riuscire a capire perchè attuare delle misure che vadano in questo senso. E la risposta, a mio avviso, è sempre legata a quella logica dei favoritismi ad amici, ed amici degli amici, che vedono concedersi la possibilità di lucrare sui beni di tutti.
Per quanto riguarda il riordino del sistema universitario,esso prevede una quota del 40% di "esterni" negli organi decisionali dell'Università. La nomina di tali esterni sarà affidata al rettore che avrà libertà di scelta sulle personalità da far rientrare nel Consiglio d'Amministrazione. Quest'ultimo delibererà sulle funzioni di indirizzo strategico, sul bilancio, e sull'attivazione o la soppressione dei corsi e delle sedi. E' ben chiaro che una componente privata delibererà non sulla base di valutazioni culturali, ma su esigenze di cassa e previsioni di profitto. Così da preferire corsi di laurea "fruttuosi" dal punto di vista economico, e non invece corsi (come Lettere, Filosofia, Sc. Politiche) nei quali investire non è proficuo, ma che contribuiscono d'altro canto a diffondere cultura e libertà di pensiero, mentre la classe politica vuole il cittadino-macchina che produce e sta al suo posto. Smantellare la cultura è il punto cardine per una politica che non vuole il dibattito, l'opposizione, i contrari, e tende a mantenere lo status quo, ossia l'egemonia dei politici sulla collettività.
Oltre alla libertà di pensiero e di informazione ci stanno togliendo, dunque, anche i beni primari come l'acqua e la formazione. Gli aspetti di questi provvedimenti cui ho parlato sono molto più articolati e ci sarebbe molto altro da dire. Ma cosa più grave è l'assenza di informazione nei media tradizionali i quali sono in mano alla bigotteria e all'ottusità della attuale classe politica che si trova di fronte le proteste di centinaia di migliaia di studenti, operai, membri della società civile che rivendicano ancora un po' di dignità nei confronti di chi li ignora.
Nessun commento:
Posta un commento