Il diritto all'informazione ed alla libertà di espressione sta per raggiungere una nuova frontiera. Nel caso della Finlandia l'ha già raggiunta. Nel caso del nostro Paese siamo ancora lontani anni luce da questa frontiera. Sto parlando del diritto di accesso alla Rete, la più grande banca di informazioni in tutto il mondo, e il mezzo più facile con cui ogni essere umano può far valere la sua libertà di espressione.
In Italia non ancora riusciamo a godere appieno di questo diritto. Sono stati fatti passi in avanti per quanto riguarda la copertura dell'ADSL sul territorio italiano, ma per quanto riguarda la velocità di connessione siamo ancora indietro. Ma non è questo il punto. La questione dell'accesso ad Internet nel nostro Paese è ancora considerata come una opportunità e non come un diritto. Accedere ad Interet non è uguale a "tempo libero", così come non è solo tempo libero guardare la televisione. Dalla televisione reperiamo informazioni, cultura, soluzioni. Dalla nostra televisione purtroppo sempre meno però. L'unico inconveniente è che dalla televisione la trasmissione è unilaterale. Possiamo solo ricevere. Mentre con Internet possiamo anche dare. Dare non solo nel senso di contribuire, ma anche e soprattutto nel senso di correggere, modificare, aggiungere.
Internet è il futuro (e già il presente!) della società. Così come la televisione è stata il futuro della società della passata generazione. Ed il futuro si sa è evoluzione e miglioramento. E bisogna andare incontro a questa evoluzione. A tutti deve essere data la possibilità di accedere ad Internet gratuitamente. Perchè informarsi ed esprimersi è un diritto, ed un diritto non può essere "comprato". Otretutto perchè l'offerta di questo servizio, non è molto onerosa dal momento che grazie al WiMAX (nuova tecnologia che permette una connessione velocissima senza fili) basta un antenna per collegare ad Internet un comune di migliaia di abitanti. Naturalmente il tutto viene fatto passare attraverso un sistema di concessioni per l'utilizzo delle frequenze attraverso il quale diverse società si impadroniscono dell'etere con la complicità dello Stato, e ce lo fanno pagare.
Ma non si deve fare qualcosa solo per la gratuità. La lotta per l'emancipazione della Rete va condotta anche con la promozione di essa. La sua diffusione va allargata a tutti con l'universalità del servizio, ossia come ho già detto con la copertura globale di tutto il territorio, abbattendo dunque il digital divide (divario tra chi può usufruire di nuove tecnologie e chi no), ma anche con una promozione vera e propria di incoraggiamento all'uso di essa in special modo nei confronti di chi non è ancora pratico con il pc, o è scettico verso la Rete. Questo era il secondo punto. Oltre a non essere promossa, la Rete è addirittura osteggiata, e cioè non è garantita (o si prevede di non poter garantire) la piena libertà nel suo utilizzo, e mi riferisco al disegno di legge che vuole paragonare i blog a delle testate giornalistiche (e quindi vuole sottoporli ad un controllo), e alla disciplina del file-sharing. Ma di quest'ultimo ne parlerò in seguito.
Internet si sa, può fare paura ai politici perchè è fonte di opinioni e le opinioni sono anche critiche; è fonte anche di informazione corretta, e le informazioni corrette sono anche critiche fondate e giuste, e queste fanno ancora più paura.
Dobbiamo riappropriarci dei nostri diritti di informazione ed espressione e Internet sicuramente sarà l'arma con la quale ci riusciremo. Dobbiamo ambire alla conquista di una vera e propria cittadinanza digitale.
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