sabato 3 ottobre 2009

Libera parola in libero Stato

Checchè ne dica l'articolo 21 della Costituzione italiana, la libertà di espressione e di stampa nel nostro Paese è imbavagliata e fortemente influenzata dal potere politico. Lo dico perchè me ne accorgo. Me ne accorgo dal momento che programmi come "Annozero", "Parla con me" e "L'infedele" vengono condannati per i loro contenuti; in questo caso non intendo difendere la validità di tali contenuti, ma intendo difendere il fatto che se ne parli. Questa è libertà di espressione. Non è libertà aprire un'istruttoria. Non è libertà chiudere i programmi. Non è libertà epurare qualcuno dalle reti televisive. Non era libertà l'editto bulgaro. L'emergenza della libertà di espressione risale sin da allora. Dal 2002. Sette anni senza libertà. Mi accorgo dell'assenza di libertà di informazione se seguo anche per due minuti un telegiornale. Mi accorgo che non danno più le notizie. O nel migliore (o peggiore) dei casi le stravolgono. Non viene più considerato il cittadino. Il cittadino che protesta, si organizza, si fa sentire. Non vengono più fatte le domande ai politici. Il politico si limita a fare la sua dichiarazione e ad attacare il nemico al fine di tenersi stretta la poltrona. Non viene più ascoltato il cittadino.


Mi sono accorto che i telegiornali partono subito con i commenti dei politici, dedicano ampio spazio ad uno sterile botta e risposta tra le parti in contrasto che dicono entrambe in modo giusto la cosa sbagliata. Mi sono accorto che i telegiornali lasciano poi un breve (brevissimo) spazio a quella manifestazione di cittadini, a quel corteo di protesta, a quel picchetto di lavoratori che vogliono e chiedono qualcosa dai loro rappresentanti. Mi sono accorto che un telegiornale italiano è tutto sbagliato. Mi sono accorto che prima devono essere riportate le domande e le richeste dei cittadini (i rappresentati) e poi devono essere mandate le risposte dei politici (i rappresentanti). I politici devono sentire il peso del loro incarico, invece siamo noi cittadini che sentiamo il peso della loro carica! Mi sono accorto che questo non è giusto.


E come mai siamo giunti a questo punto? Proprio perchè non c'è informazione. Proprio perchè l'informazione è controllata e limitata. Si sa che si può molto più facilmente prendere in giro una persona ignorante che una istruita. In questo caso è molto più facile prendere in giro una persona disinformata che una informata.


L'unica via di scampo da questa indegna situazione per tutti i cittadini può essere la Rete. Lo possono essere i blog. Non ancora controllati, anche se da tempo in parlamento si sta discutendo su una restrizione della libertà di espressione persino su di essi.


Questo blog è per tutti gli amanti della libertà di espressione, e non a caso ho deciso di aprirlo il giorno di una importante manifestazione a difesa di tale libertà, indetta a Roma dalla Federazione nazionale della stampa italiana. Casualmente, cade il giorno del mio ventesimo compleanno, e questo per me non può essere che un onore.


In questo blog cercherò di parlarvi dei fatti di attualità che i tradizionali mezzi di informazione non vi dicono o vi dicono in maniera distorta.

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