Ad un certo punto ho avuto addirittura paura. Ma mi sono imposto di riflettere per bene e convincermi che non poteva andare diversamente. Il Lodo Alfano doveva essere bocciato. Qui non si tratta di interpretare la Carta Costituzionale e compararla con il testo di legge considerato illegittimo. Qui si tratta si saper leggere. La Consulta alla fine ci è riuscita. Il Presidente della Repubblica evidentemente no. E meno male che sappiamo"da che parte sta". Eppure l'articolo 3 parla chiaro: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Un articolo che è presente in tutte le costituzioni dei Paesi democratici. Nei telegiornali si è sentito parlare di questa violazione dell'articolo 3, ma alla fine cosa tratta questo benedetto articolo 3 non l'ha detto nessuno. Forse si presume che tutti conoscano la legge fondamentale della nostra repubblica. Mi piacerebbe pensarlo, ma preferisco non vivere nelle illusioni.Se tutti quanti avessimo letto per bene la Costituzione, allora ci accorgeremmo che alcune affermazioni del Presidente del Consiglio sono totalmente infondate e fuorvianti. Cosa significa "mi ha eletto il popolo, esigo rispetto"? Si sente legittimato a non essere sottoposto a giudizio dal momento che è stato eletto? Le elezioni non indicano se un politico può o meno essere processato. Le elezioni incaricano una determinata persone di svolgere un lavoro per la collettività. Ed essere processato rientra in questo lavoro. D'altronde l'art.1 della Costituzione sancisce: "La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." La Costituzione ha posto un limite. L'uguaglianza. Non c'è sovranità popolare che tenga. Affinchè ci sia un popolo è bene che ci sia ugualianza. L'uguaglianza è condizione necessaria di un popolo.
E non è tutto: il popolo non elegge il premier, che per questo non si dovrebbe chiamare nemmeno premier. Il premier è la figura del primo ministro britannico che è eletto direttamente dal popolo. Nel nostro sistema politico il primo ministro non è eletto dal popolo. Il popolo elegge il Parlamento. Ossia l'assemblea collegiale che comprende esponenti di tutti gli schieramenti che hanno ottenuto un certo numero di voti alle elezioni. E' prassi che il Presidente della Repubblica nomini il candidato che ha ricevuto più voti, ma quest'ultimo deve sempre ricevere la fiducia Parlamento per poter governare. Tutto ciò è contenuto negli articoli 92 "Il presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i Ministri" e 94 "Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere".
Tutto scritto da 60 anni. Nulla di nuovo.
Ma il peggio lo abbiamo sentito ieri. Un vero e proprio funambolismo semantico da parte dell'on. Niccolò Ghedini, e legale di Silvio Berlusconi. "La legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione". Devo ammettere che queste parole all'inizio mi hanno disorientato, stavo quasi per crederci. La spiegazione poi l'ha data il Times: "Come il doppio pensiero di Orwell" ; chi ha letto 1984 si ricorderà di slogan come " la guerra è pace", "la libertà è schiavitù", "l'ignoranza è forza". Ma il riferimento di Ghedini è più palese nell'altro romanzo di Orwell, "La fattoria degli animali" nel quale il motto "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri", sembra essere quello più adatto per descrivere la situazione che si è venuta a verificare (che si stava verificando, grazie al cielo!) nel nostro Paese.
Nessun commento:
Posta un commento